QUANDO NASCE UN AMORE – MURIEL ACCENDE IL FRANCHI

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QUANDO NASCE UN AMORE – MURIEL ACCENDE IL FRANCHI

Erano anni che a Firenze si vedevano al massimo giovani emergenti o calciatori in cerca di rilancio e finalmente ieri abbiamo potuto goderci il debutto in campionato di un calciatore di altissimo livello come Luis Muriel.

Sembrava un predestinato del calcio poi causa poca continuità e qualche infortunio di troppo la sua carriera non è stata quello che poteva essere. Quando lasciò l’Italia per la Spagna per approdare a Siviglia i presupposti per un rilancio in grande stile ci potevano essere tutti ma non è andata bene e Luis ha voluto fortemente tornare in Italia. Un po’ a sorpresa ha scelto la Viola preferendola al Milan, il che lo ha reso di fatto già il beniamino dei tifosi viola e poi si è presentato al Franchi a modo suo, con una prestazione sontuosa e due gol meravigliosi, entrambi partendo palla al piede dalla propria metà campo, il secondo poi tra i più belli della sua carriera. Un gol che ricorda le giocate di Ronaldo, quello “vero”, del Fenomeno al quale Muriel è stato in passato accostato per le movenze, la velocità, lo stile di gioco.

Quando ho esultato come un matto al secondo gol di Luis ho riprovato le stesse sensazioni provate nel passato prossimo con Pepito Rossi e Mutu, gli ultimi veri fuoriclasse a vestire la maglia viola. Anche se Muriel è diverso, un po’ Edmundo, un po’ Ronaldo (quello vero) ed un po’ Muriel, perché cercare paragoni va bene ma poi ogni calciatore è uguale solo a se stesso.

Luis non è più giovane ma nemmeno è vecchio, ha davanti a se diversi anni di piena maturità e partendo da lui e tenendo quando di buono abbiamo in rosa si potrebbe davvero partite con un progetto tecnico serio, che è quello che è sempre mancato negli ultimi anni, vendendo bene ma acquistando spesso molto male, affidandosi a prestiti ed a una guida tecnica molto scarsa.

Questa stagione sta ricalcando la precedente, con un campionato che rischia di finire in naftalina già a fine gennaio e questo Firenze non può accettarlo.

L’acquisto di Muriel mi ha sorpreso, come l’investimento per giugno su un giovane dal brillante futuro come Traorè. Manca però chiarezza da parte della società. C’è chi dice che questi acquisti sono stati fatti contando sulle plusvalenze estive che si realizzeranno con le partenze di Chiesa e Milenkovic e questo sarebbe un chiaro errore perché significherebbe ricominciare d’accapo. Se invece i Della Valle si sono scocciati di vivacchiare e vogliono rilanciare allora la cosa sarebbe diversa.

Qualche big o presunto tale si potrebbe sacrificare tranquillamente per rinforzare la squadra dove è carente ma la prima scelta necessaria è trovare un allenatore.

Pioli è un pavido, la sua carriera costellata da esoneri parla da se; ha la sola capacità di mettere in campo una squadra equilibrata tatticamente e cura bene la fase difensiva ma ha due carenze enormi chiare a tutti. Non legge le partite, sbagliando sempre i cambi e non ha saputo dare un gioco offensivo a questa squadra. Segniamo solo su calcio da fermo o giocate dei singoli e chiaramente questo è un handicap non da poco. Quest’anno poi è andato oltre, sia facendo ripetutamente giocare sempre gli stessi giocatori anche se improponibili per motivi vari ( blocco mentale per Pjica, mestiere sbagliato per Simeone e Gerson che calciatori non lo sono) e sia snaturando i migliori che ha, piazzando Veretout regista e facendo giocare Chiesa lontanissimo dalla porta. Almeno queste ultime due “piolate” le sta correndo, a furor di popolo.

La stagione è quasi compromessa, siamo decimi in classifica, lontani dal giocarci quel posto in Europa che era l’obiettivo dichiarato ad inizio stagione; si può rientrare solo vincendo 4/5 partite di fila, cosa difficile per una squadra che ha vinto due volte di fila soltanto in due occasioni quest’anno. Perché a parte Pioli ci sono limiti tecnici evidenti con calciatori molto sopravvalutati come Simeone, Biraghi, Benassi e casi da studiare come quello di Vitor Hugo, che alterna prestazioni sontuose ad amnesie da approfondimenti psichiatrici.

Resta la Coppa Italia, l’unico obiettivo possibile e raggiungibile per regalare un trofeo che manca da troppi anni. Nei quarti ci sarà la Roma al Franchi tra 10 giorni e sicuramente quella partita diventa fondamentale per il finale di stagione.

Ci sarà da soffrire ma a questa squadra mancano tante cose ( società presente, ds competente, allenatore con patentino non taroccato, ed almeno 3 o 4 calciatori di qualità) ma non il carattere e domenica scorsa se ne sono accorti tutti quando sotto di un gol e di un uomo il nostro capitano German Pezzella ha acciuffato il pareggio con una giocata stupenda all’ultimo respiro, festeggiando poi mostrando a tutto lo stadio la fascia di capitano di Astori. Un punto fondamentalmente poco utile alla classifica ma frutto di una gara pregna di emozioni. E lo sport, nella fattispecie il calcio, deve regalare quelle prima ancora che i trofei.

E con Luis Muriel in campo, la sensazione è che di emozioni ne vivremo un bel po’.

Corri ragazzo, corri come il vento e facci finalmente sognare.

Antonio Conca

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