NASCE L’ITALIA DEL MANCIO – CHE CONFUSIONE

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NASCE L’ITALIA DEL MANCIO – CHE CONFUSIONE

Dopo la cocente delusione della mancata partecipazione ai mondiali di calcio riparte la Nazionale di calcio Italiana con due brutte partite nella nuova competizione della National League.

Una considerazione sul passato; un fallimento sportivo andrebbe analizzato con calma e andrebbero presi provvedimenti drastici perché è di calcio che parliamo ma la mancata partecipazione alla fase finale dei campionati del mondo di calcio è un fallimento sportivo con un solo precedente in un secolo di storia. Ma siamo in Italia, e quindi ha pagato solo il povero Ventura, che è certamente andato in confusione, ma che non poteva essere l’unico responsabile della disfatta; ma ripeto, meglio far passare l’idea che anche il tifoso da bar avrebbe condotto l’Italia alla vittoria magari del mondiale che fare un’analisi approfondita che avrebbe toccato i vertici federali e Tavecchio in primis, vertici federali che invece restano al loro posto e continuano a sbagliare.

Roberto Mancini è un ottimo allenatore, esperto, vincente e con grossa esperienza internazionale e nella sua carriera ha da sempre allenato squadre di vertice, gestendo campioni più che organizzando un sistema di gioco. E questo nella situazione in cui siamo può essere un grosso problema perchè questa generazione di calciatori italiani di campioni non ne ha, e di giocatori forti ne ha pochini. Le nazionali che abbiamo incrociato (Polonia e Portogallo) sono più forti di noi già per il valore dei giocatori in campo, se non le contrastiamo con un sistema di gioco adeguato non abbiamo scampo e facciamo figure pessime che vanno al di là del risultato che non ha detto la verità. Pareggio 1-1 in casa con la Polonia e sconfitta 1-0 in Portogallo ma la realtà è zero tiri in porta in due partite con un solo gol segnato su un rigore dubbio e tantissima confusione. Personalmente attendevo con curiosità queste partite per capire cosa Mancini avesse in mente e o lo ha tenuto nascosto (perché poi) o non lo sa nemmeno lui e sarebbe grave. L’immagine di uno spaesato Ventura che non sapeva che cambi fare durante Italia-Svezia, spareggio per i mondiali, è ancora vivo ma la confusione del Mancio mi sembra se possibile ancor più grave, perchè le squadre vanno costruite e queste due partite hanno solo creato una confusione che non fa bene a nessuno. Si trattava di due partite ufficiali e tra l’una e l’altra sono stati cambiati 9 giocatori. Come è possibile?! La nazionale già ha poche occasioni per fare gruppo, metterli tutti sullo stesso piano non va bene e rallenta la delicata costruzione di una squadra.

LO SCHEMA DI GIOCO

Per gli esperimenti ci sono le amichevoli o gli allenamenti, non le gare ufficiali. Di schemi non ne parliamo nemmeno perchè in campo non si sono visti , ma la formazione di ieri sera andrebbe studiata a Coverciano, nel capitolo “come non vedere la palla e non giocare la partita”. Una specie di 4-2-4 con invece che due mediani due registi che si pestano i piedi davanti alla difesa, due ali larghissime sempre fuori dal gioco come Chiesa e Bonaventura ( che in quella posizione fa fatica e non ci gioca mai) e due prime punte che non possono giocare assieme come Zaza ed Immobile. Il laziale si sa soffre se ha vicino un compagno di reparto, con Zaza in realtà aveva giocato ai tempi di Antonio Conte in nazionale con discreti risultati, ma giocavano uno dietro l’altro e non a fianco dove rendono pochissimo pestandosi i piedi.

Mancini si è lamentato prima delle partite che i calciatori italiani giocano poco ma incredibilmente ci ha messo del suo, facendo giocare chi gioca meno e non dando spazio a giocatori che giocano e che sono in forma come Marco Benassi. Quello che abbiamo visto lo immaginavamo già, la verità è che non abbiamo campioni ma tanti giocatori che si equivalgono; un ct dovrebbe fare le sue scelte e costruire una squadra organizzata, altrimenti rischieremo di prenderle anche dal Liechtstein.

Il calcio del dopo Bosman da oggi i suoi inevitabili frutti anche a livello nazionali. Alcuni pensano ancora che le nazionali dell’Islanda siano composte da pescatori e spaccalegna e quella della Svezia da operai dell’Ikea ma la realtà è che entrambe sono composte da professionisti, cresciuti calcisticamente in campionati più competitivi del nostro come la Premier League, la Championship, o la Bundesliga. E paradossalmente, e con un grosso bagno di umiltà, è queste realtà che dobbiamo guardare. Non possiamo certo guardare la Francia, tra l’altro calcisticamente spettacolare ( da un punto di vista tecnico) per come è disposta in campo da Deschamps, alla quale basta occupare correttamente gli spazi e concedere poco perché poi tra Griezmann e Mbappè il gol arriva. Noi dobbiamo guardare in questo momento a chi sa di essere inferiore e quindi corre di più e cerca di superare un evidente gap tecnico con organizzazione di gioco e corsa. Sembrerà brutto dirlo ma la Polonia è largamente superiore tecnicamente a noi, noi un Levandowsky o uno Zielinsky ce li sommiamo.

Certo ci vuole anche tecnica e leadership ed il meglio che abbiamo al momento potrebbe essere Bernardeschi o Insigne o magari entrambi in campo.

BALOTELLI Vs. LEVANDOWSKY

Capitolo Balotelli, inevitabile come sempre. Era in condizioni disastrose ed ha fatto una partita vergognosa e vergognosa è l’aggettivo adatto. Fermo, spesso a terra, non un movimento, non una corsa, non un rientro, non una sponda. Tutto quello che un centravanti non dovrebbe fare. Con il solito atteggiamento che non è bello da vedere e che non dobbiamo permetterci. Balotelli non cambierà mai, se Mancini punterà su di lui sa il rischio che corre, è un kicker, calciatore non lo è stato mai e secondo me avrebbe dovuto giocare nella NFL ma al nuovo centravanti della nazionale ( io punterei su Belotti ma il Mancio pare avere idee diverse) andrebbe fatta rivedere cento volte la partita di Levandowsky. Premesso che parliamo di un campione, la partita con l’Italia ne ha messo in risalto una sua innata qualità , adorata dai suoi allenatori e meno pubblicizzata dei suoi meravigliosi gol. Un atleta sente il suo corpo e come sta, e Levandowsky aveva sentito subito di non essere nella sua serata migliore e quindi si è messo al servizio totale della squadra, aprendo spazi, giocando di sponda e soprattutto rientrando a centrocampo per diventare centrocampista aggiunto nelle ripartenze. Sublime.

Un ultimo pensiero per il solito Raiola; ha offeso Sacchi che aveva espresso un’opinione legittima e nemmeno offensiva sulla prestazione di Balotelli, dicendo che nel gioco del calcio l’intelligenza (calciastica) conta più dei piedi. Non sto qua a raccontare chi è Arrigo Sacchi, l’allenatore che più di ogni altro ha lasciato un segno nella mentalità calcistica italiana, e non sto qua nemmeno a raccontare chi è Mino Raiola, quanto nulla ha dato al calcio e quanto ha preso.

Sottolineo però che in questa estate poco ha fatto Raiola , che ormai a livello europeo è stato fagocitato dal potentissimo Mendes, manager di CR7, e pare che sempre, meno calciatori si affidino all’ex pizzaiolo.

Credo e spero che per questo omuncolo i tempi degli onori e della gloria stiano per finire, e quando giungerà quel giorno in cui lui non conterà più nulla e sarà fuori del sistema calcio di certo ne guadagnerà il sistema stesso e personalmente ne sarò profondamente lieto.

Antonio Conca

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