US OPER – SI PARTE – IL RITORNO DI NOVAK, L’AUTOGESTIONE DI NADAL, L’INCOGNITA FEDERER

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US OPER – SI PARTE – IL RITORNO DI NOVAK, L’AUTOGESTIONE DI NADAL, L’INCOGNITA FEDERER

Parte oggi a Flushing Meadows l’ultimo Slam stagionale, sul caldo cemento americano, torneo spesso ricco di sorprese a causa del caldo e della circostanza che sia l’ultimo Slam della stagione e spesso i tennisti ci arrivano abbastanza usurati.

Nei tornei master 1000 che hanno anticipato lo Slam americano abbiamo assistito alla quasi totale scomparsa dei next gen ed al ritorno al successo dei soliti FAB. Nadal si è preso Cincinnati mentre Novak ha vinto a Toronto, conquistando il record di essere il primo tennista della storia ad aver vinto tutti i master 1000, seppur in stagioni diverse.

Partirei da Novak, che per me è il favorito numero uno per la vittoria.

E’ passato nel giro di un solo anno, il terrificante 2017, da essere il dominatore incontrastato a far fatica a stare in campo ma adesso sembra essersi ritrovato nell’unico modo possibile e cioè tornando indietro, dal suo maestro Vaida che però prima di accettare di tornare ad allenare Novak ha posto le sue condizioni, che poi erano soltanto due ma fondamentali. Al di là di un infortunio al gomito la crisi di Novak è stata personale; si è avvicinato ad un guru buddhista che lo ha portato anche a drastici cambi dell’alimentazione perché Novak da vegetariano era diventato vegano. Ho letto l’intervista di Vaida e mi è piaciuta molto, l’ho trovata divertente e pragmatica. In buona sostanza ha detto che un atleta deve assumere proteine, perché le fibre di Novak sono eccezionali ma i muscoli vanno alimentati, quindi va bene un’alimentazione prevalentemente vegetariana ma con assunzione costante di proteine. In quanto al guru buddhista è stato immediatamente allontanato ma è soprattutto Buddha ad aver incassato un duro colpo da Vaida che testuale ha dichiarato “quando scendi in campo sei da solo, devi pensare a rimandare la pallina dall’altra parte della rete, pensare a Buddha è un’inutile distrazione che non è di aiuto”.

Sono bastate queste cose semplici oltre a qualche aggiustamento sullo stile di gioco, Novak deve giocare come ha sempre fatto per essere letale e cioè essere un muro che ti rimanda tutto, per riportare Novak alla vittoria a Wimbledon e poi a Toronto. Qualche ovvio passaggio a vuoto c’è stato ma la sensazione è che sia tornato il vero Novak, che ricorda nello stile di gioco il muro contro il quale abbiamo giocato e perso tutti per sfinimento da piccoli.

Ripeto, per me è il favorito.

Il suo ovvio avversario è Nadal che ha dominato la terra rossa, si è ripreso saldamente il numero uno del mondo ed ha vinto anche a Cincinnati. La rivalità con Novak è forte, acerrima, sarebbe una grandissima finale ma la strada è lunga per entrambi. Su Rafa nulla di nuovo, ha pianificato gli obiettivi stagionali concentrandosi sulla terra rossa ma è uno che non puoi non mettere tra i favoriti in uno slam.

E poi c’è Federer. E’ il più vecchio, ha fatto un 2017 stratosferico che non si è ripetuto quest’anno. L’età avanza, e questa stagione è stata per lui difficile avendo perso in posti che erano il suo regno, tipo Halle o Toronto oltre che ovviamente Wimbledon. Ad inizio stagione aveva detto

che gli US Open sarebbero stati il suo obiettivo stagionale perché li ha vinti dal 2004 al 2008 ed per lui tornare a vincerli dopo 10 anni sarebbe fantastico. L’ho visto molto male contro Djokovic in finale a Toronto ma Roger è Roger, il RE, e può sempre tirar fuori il coniglio dal cilindro, anche se ci è messo anche un tabellone terrificante. La mia sensazione è che si ritiri a fine 2009 , quindi farò il tifo per lui come sempre, per godermi ancora una volta i colpi di un tennista fantastico e stilisticamente credo non eguagliabile.

Dietro di loro brusca frenata dei Next Gen; il quotato Alexander Zverev sembra si stia perdendo anche se parliamo sempre del numero 3 del mondo, ha cambiato guida tecnica affidandosi ad uno come Ivan Lendl, ha fatto un’ottima prima parte di stagione ma sul cemento americano è scomparso così come Shapovalov che però è ancora lontano e molto ma molto inconstante. Ha fatto bene invece Tsipas, un greco 19 enne che l’anno scorso ha giocato la sua prima partita nel circuito. Gli slam fanno storia a se, già per il 3 set su 5 e le due settimane di durata , sinceramente non mi aspetto molto da loro ma una sorpresa è sempre dietro l’angolo.

Qualche chance in più ai vari Del Potro, Isner, Anderson, Querrey, Kyrgios, Raonic; tennisti che conoscono il posto , che sono amati e che possono indovinare le due settimane giuste.

Capitolo italiani: otto nel tabellone principale, battuto il record di 7 che durava dal 1992. Vediamoli nel dettaglio.

Partiamo da Lorenzo Sonego, next gen italica di buone speranze, che entra in tabellone e giocherà contro l’esperto Giles Mueller. Sfavorito ma non di molto, con possibilità di giocarsela vista la differenza di età tra i due. Chiuso da Nadal al terzo turno ma arrivarci sarebbe un miracolo.

Paolo Lorenzi invece incrocia la racchetta contro Kyle Edmund; stagione negativa per Lorenzi e questi non sono i suoi campi. In assoluto poi Edmund è un tennista che gli è superiore. Poche chance di passare.

Sfortunato Andreas Seppi, uno che devi sempre battere e che da sempre il massimo; incrocia Querrey che su questi campi ci è nato e difende una semifinale lo scorso anno. Parte sfavorito ma ripeto, Andreas lo devi battere ed è in vantaggio nei precedenti con l’americano, che è temibile con l’asse servizio-dritto ma se lo fasi uscire da quel giochino li diventa giocabile e battibile.

Marco Berrettini, il giovane di più belle speranze che abbiamo, molto adatto alla superficie incontra Dennis Kudla, giocatore esperto e di casa. Eppure risultati e classifica dicono che Marco può giocarsela alla pari e regalarsi un secondo turno contro Del Potro.

Nella parte bassa Simone Travaglia qualificato incontra il qualificato polacco Hurkacs; match equilibrato con il polacco più talentuoso.

Veniamo a Cecchinato che con le semifinali al Roland Garros è stato il tennista italiano dell’anno; il suo impatto con il cemento è stato molto negativo ma il lato positivo è che non difende punti. Qua è testa di serie ed incontra Benneteau al primo turno. Da testa di serie avrebbe i primi due turni buoni ma fino ad ora non ha convinto per niente e Benneteau è una vecchia volpe, che oramai gioca pochissimo ma sa metterti in difficoltà. Partita equilibrata comunque.

Non giocabile invece la partita per Federico Gaio, qualificato, contro David Goffin; ci sono almeno 4 categorie di differenza tra i due, raccattare qualche games e perdere con dignità unico obiettivo per Federico.

Chiudiamo con Fognini che ha sorpreso un po’ tutti non giocando i master mille di Cincinnati e Toronto. Scelta che si è capita poca, potrebbe avere un fondamento nel calcolo punti per entrare nella top ten come ha scritto qualcuno ma che sicuramente non ha logica perché per me giocare tanto è sempre la scelta migliore. Comunque Fabio non ha punti da difendere perché qua fu squalifico per insulti sessisti ad una raccattapalle, un brutto episodio in una carriera che di atteggiamenti fuori dalle righe ne ha avuti molti. In ogni caso ha una grande chances.

Può arrivare agli ottavi senza grossi ostacoli e poi avere Federer ed eventualmente Djokovic. Ovviamente un risultato così lo porterebbe alle soglie del Master di fine anno. La chance di una carriera, con tanti avversari tra i quali lo stesso Fognini, che spesso è il peggior nemico di se stesso nel campo da tennis.

Chiudiamo con un giochino, 8 italiani al primo turno , record storico del torneo, quanti ne porteremo al secondo? Io penso che 3 sarebbe già un bel risultato. Secondo te caro lettore?

Staremo a vedere

Stay tuned ( da oggi appuntamento quotidiano con il torneo americano)

#usopen

Antonio Conca

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