LA FAVOLA DI MAURIZIO SARRI

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La favola di Maurizio Sarri

Inizia oggi il campionato italiano di calcio di seria A con il debutto di un Campione come CR7 ed un’attesa di vederlo nel nostro campionato che riporta alla memoria di tempi passati, quando il nostro era il campionato più forte del mondo, dove giocano i migliori, Maradona in primis ma anche tanti altri fuoriclasse tipo Van Basten. Ma mi sono perso, tra bilanci truccati, operazioni di mercato strane, gap tra le prime e le altre che aumenta, soldi che non si sa bene da dove arrivano.

Ed allora ho deciso di cambiare argomento, e di soffermarmi sul debutto a Stanford Bridge di Maurizio Sarri, che oggi fa l’esordio ufficiale sulla panchina dei Blues contro l’Arsenal , in uno dei tanti derby di Londra, non il più sentito ma comunque un derby.

Dicevamo che il calcio è cambiato in questi anni, e sono cambiati anche gli allenatori. Una volta venivano tutti, anche gli ex calciatori, dalla gavetta fatta in squadre minori, partivano dalla C e solo i migliori potevano ambire alle panchine delle squadre importanti. E c’era spazio per chi il calcio lo aveva giocato come Mazzone per esempio e per chi invece non lo aveva giocato, come per esempio Sacchi e Zeman.

Oggi quasi sempre i grandi calciatori passano dal campo alla panchina, e subito panchine importanti, basta vedere Montella o anche Mancini, attuale CT della Nazionale. E’ sempre più difficile per uno che non ha giocato a calcio fare l’allenatore, specie nelle big, perché oggi l’allenatore ideale richiesto dai club è colui che gestisce il gruppo, non chi insegna calcio. E pensate a quanto possa essere difficile andare ad allenare una delle squadre più forti del campionato al momento più competitivo del mondo.

Sarri ha iniziato ad allenare in seconda categoria, nella provincia toscana, con un’idea precisa di calcio in testa e con risultati altalenanti. Sono tanti gli esoneri in carriera , anche perché il suo calcio è un’armonia, che necessita degli interpreti giusti e del tempo che spesso non è concesso ad un allenatore.

Arriva in serie B nel 2005 , fa 11simo con il Pescara, poi subentra la stagione successiva all’Arezzo ma viene esonerato, firma con l’Avellino sempre in B ma si dimette prima dell’inizio della stagione.

Scende in lega pro e la sua carriera sembra segnata, addirittura finita visto che colleziona due esoneri consecutivi con Verona e Perugia ( ma sono subentri e Sarri non mi sembra il tipo da subentrare con successo, e lo dicono anche i numeri).

Numeri alla mano la chiamata dell’Empoli nel 2012 stupisce un po’,ma i risultati sono fantastici. Prima un 4 posto con i play off raggiunti e persi, poi un secondo in B che vale la promozione diretta, poi un 15 posto in A con un calcio che sorprende tutti.

Un calcio semplice se si vuole ma una novità per un calcio triste e bruttino come quello a cui siamo abituati in serie A.

Se non siamo andati ai mondiali i motivi sono diversi. Facile cercare un capro espiatorio in Ventura, più complesso fare un’analisi completa.

In serie A tutti giocano a non perdere e si adattano sull’avversario. Il contropiede viene chiamato ripartenza ma di fatto contropiede è. Le squadre giocano basse, aspettano spazi e li sfruttano con le giocate dei singoli. Anche la Juve di Allegri gioca così.

Sarri propone un calcio diverso, fatto di possesso palla in attacco dove i centrali di difesa ricevono palla dal portiere ed impostano con l’aiuto del regista e delle mezze ali che si portano sempre in zona luce.

In difesa pressing altissimo con la squadra cortissima ed ovviamente fuorigioco. Per chi l’ha visto davanti ricorda un po’ la tattica che voleva utilizzare Antonio Pisapia nel film “L’uomo in più” di Paolo Sorrentino, capolavoro assoluto dedicato al mondo del calcio e della musica.

Tornando al calcio di Sarri è bellissimo da vedere, è stato elogiato da Guardiola e tanti altri ed il Napoli visto in questi anni è stato autentico spettacolo per gli occhi.

Certo , come ogni vate il Maestro ( come lo chiamano i tifosi del Napoli) ha i suoi detrattori che gli rimproverano di non ruotare abbastanza gli uomini e utilizzare sempre gli stessi e di fare un calcio troppo dispendioso e non vincente. Stesse critiche rivolte al Boemo, altro Maestro di calcio con un’idea di calcio totalmente diversa, fatta di corsa e verticalizzazioni continue.

Senza entrare nel merito quest’anno il Napoli lo scudetto è come se lo avesse vinto, anche se non conta per il palmares… troppe cose sono girate a favore della Juventus e non tutte mi sono sembrate proprio corrette. Ma lasciamo stare, non era questo il tema dell’articolo.

Volevo solo augurare in bocca al lupo al Maestro di calcio Maurizio Sarri per il suo debutto a Stanford Bridge.

Immagino che la strada da Stia ( seconda categoria) al Chelsea sarà stata lunga e tortuosa, ma già il fatto di essere lì è una vittoria.

E poi chissà, la Premier è il luogo delle favole dopo l’impresa del Leicester di qualche anno fa.

In bocca al lupo Maurizio Sarri, fa divertire la Premier come hai fatto divertire gli amanti del bel calcio in Italia

 

a cura di Antonio Conca

 

  1. che poi dire che Sarri non abbia vinto nulla non è tecnicamente corretto. Oltre a svariati premi individuali portò il Sansovino dall’Eccellenza alla serie C, vincendo il campionato di Eccellenza 2000/01 e la coppa di serie D l’anno successivo. E ha chi pensa non sia un’impresa rispondo che vorrei vedere Allegri o Mourinho ad allenare su quei campi.

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