Rosik!

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Rosik!

Ci risiamo… Maalox, Rosik, fegato spappolato. Inesorabilmente. Il tifoso che non abbia vinto lo scudetto si vedrà a breve costretto, nella migliore delle ipotesi, ad ignorare accuse di invidia e “rosicamento” varie lanciate dai supporters della squadra campione d’Italia. E quella squadra sarà per il settimo anno di fila la Juventus. Yes Sirs, 7 in a row. E complimenti… se non fosse per un dettaglio, grosso. La Juventus non riesce a vincere un campionato senza che ci sia il violentissimo sospetto di essere stata favorita dagli arbitri e il campionato 2017-2018 vedrà, per l’ennesima volta, i tifosi della Juve costretti a difendersi dalle solite accuse di corruzione prima ancora di poter scendere per le strade a festeggiare. Ogni anno è sempre la stessa storia, possibile? Dall’uso improprio del VAR all’ inutilizzo dello stesso, dai cartellini non sventolati ai rigori inesistenti, da quelli non dati alle altre penalizzazioni, ingiuste, subite dalle dirette concorrenti… sono diversi anni che ci sarebbe da chiedersi se tutte queste sviste arbitrali siano realmente tali o se non ci sia sotto qualcosa di più, che puzza.

La Juventus, per citare una sola statistica, è la squadra che ha collezionato meno espulsioni contro da quando, per prendere un punto di riferimento non troppo lontano nel tempo, è tornata a trionfare dopo lo scandalo Calciopoli. E parliamo di una squadra dove giocano o hanno giocato gentlemen del calibro di Chiellini, Bonucci e Liechtsteiner. Il calcolo è il seguente: 50 espulsioni a favore, 17 contro (di cui 11 date dopo l’80° ); mentre, nelle stesse stagioni, l’Inter ne ha ricevute 42 a favore e 34 contro, il Milan 37 a favore e 51 contro, la Roma 34 a favore e 37 contro, il Napoli, 43 a favore e 22 contro, di cui 0 a favore e 3 contro nell’anno calcistico in corso.

E proprio sul tema “mancate ammonizioni/espulsioni” si è acceso un feroce dibattito sul finire di campionato di quest’anno, in quell’ Inter-Juve che verrà ricordato per due motivi: un sospetto labiale carpito al quarto uomo, Paolo Tagliavento, un “recupero e vinciamo” pronunciato a pochi minuti dalla fine immediatamente dopo il gol del pareggio di Cuadrado, che a detta di molti batte nettamente i vari “che recupero facciamo” e “quanto recupero diamo”; una disastrosa gestione di gara da parte del Sig. Orsato. Nella prima metà del primo tempo viene ammonito Vecino per fallo su Mandzukic, fin qui tutto bene, se non fosse che da bordo campo si decide di interpellare il VAR per commutare il cartellino appena sventolato da giallo a rosso, in palese violazione del regolamento che impedisce al VAR di intervenire in casi di giallo già assegnato. Come non bastasse, lo stesso rigore non  lo si è adottato quando per un fallaccio di Pjanic ai danni di Rafinha il VAR non è intervenuto neanche quando avrebbe potuto farlo, in ottemperanza al regolamento stesso, per assegnare punizioni non inflitte dall’arbitro durante l’azione di gioco. Ugualmente Barzagli non viene espulso. Ora… è vero che successivamente non è stato fischiato un rigore netto su Higuain ma, nel ragionamento di chi vuole “pensare a male”, c’è la necessità, da parte degli organi di gara che abbiano già assegnato un cospicuo vantaggio alla Juventus, riducendo l’Inter in 10 uomini a pochi minuti dal fischio d’inizio, di non dare troppo nell’occhio, di non fischiare per un gol che sarebbe arrivato con ogni probabilità anche senza un calcio di rigore.

Ma, come detto, chi scrive questo articolo è solo una persona che pensa a male, che pensa che Calciopoli non sia mai finita ma che anzi non sia neanche iniziata con Moggi, che pensa che sia quantomeno ambiguo il fatto che il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Eurovita Assicurazioni, lo sponsor della federazioni arbitri, sia stato anche dirigente FIAT (tale Davide Croff), che pensa che un indizio sia solo un indizio, che due indizi siano solo due indizi ma che 100/1000 indizi raccolti in decine e decine di campionati siano una prova. Sì, ok, dovrei citarli tutti, uno per uno, per essere più credibile, ma non ne avrei il tempo. Ho una vita sola.

La Juventus si appresta a vincere il settimo titolo consecutivo. Un filotto che, come ricordava Gianfranco Teotino sul Mattino, nel mondo del calcio si è registrato solo in questi Paesi: Vanuatu, Gibilterra, Lettonia, Giordania, Norvegia, Libano, Bielorussia, Croazia, Tonga, Tuvalu, Georgia, Germania Est, Ungheria, Armenia, Moldavia, Taiwan, Ucraina e Svizzera. Cui va aggiunta la Francia, successe al Lione.

Che ci sia un’anomalia rispetto ai più grandi campionati d’Europa e del mondo è evidente. Così come è altrettanto evidente che qualora non si tratti di mere congetture, ci troveremmo di fronte ad una squadra ma soprattutto ad una società, che ruba non solo scudetti ma anche sogni e passione a chi ha la “sfortuna” di non tifare per i suoi colori. Se il bianco e il nero sono intesi essere colori, s’intende.

Ma in tutto questo, come la pensano tutti gli altri Presidenti di serie A? Dato non pervenuto. Quindi, o si tratta di mere speculazioni da “rosicone”, oppure il potere della famiglia Agnelli fa troppa paura a tutti.

Felice Palladino

2 Commenti

  1. Salve a tutti i lettori.
    Come autore dell’articolo, sono stato coinvolto in chiaro e in privato in (comunque pacate) discussioni sulla veridicità di quanto ho scritto da, ad oggi, 5 amici che non la pensavano come me per quanto riguarda l’interpretazione del regolamento VAR… tutti e 5 juventini :). In poche righe spiegherei meglio il ragionamento che mi ha portato a scrivere quella che è la corretta interpretazione del VAR, secondo il mio punto di vista.
    Se andiamo a cercare su Google il regolamento del VAR, ci imbattiamo in una serie di siti sportivi e non che ci spiegano come funziona il tutto, alcuni carenti di informazioni precise, altri ancora di più. Il modo migliore è andarsi a cercare il regolamento così come appare nelle pagine ufficiali, quelle con il logo serie A e FIGC per capirci. Ora… nelle slides che si possono trovare è ben scritto che il Var può intervenire in casi di espulsione diretta, giusto. E poi scritto che l’arbitro ha comunque un potere decisionale importante. Ed è scritto testualmente: “le ammonizioni, comprese le seconde ammonizioni, non possono essere revisionate dal VAR”. Ora, nessuno di noi era presente alla redazione del regolamento, suppongo. Per cui possiamo solo cercare di interpretare letteralmente il volere di chi ha redatto le regole. E in italiano il verbo “revisionare” significa “rivedere”, “correggere”, “riesaminare”. Se io, che parlo italiano, leggo che un cartellino giallo non può essere revisionato, cosa devo poi pensare? Posso mai pensare:”No, può essere revisionato in caso di espulsione diretta?”. Francamente non posso. In giurisprudenza in caso di conflitto tra norme apparentemente contraddittorie si cerca di dare priorità a quella che possa contenere tutte le altre. Così, in questo caso, la regola principale è che i gialli non diventano rossi, perchè, appunto, l’arbitro non è stato assente sull’azione ma l’ha vista e sanzionata come credeva giusto. E mantenendo l’arbitro un ruolo predominante su tutto il match, come scritto sempre nel regolamento, possiamo di conseguenza dedurre che allora il VAR interviene in casi di espulsione diretta quando l’arbitro è stato invece del tutto assente sull’azione in questione. Insomma: vedo l’azione, c’ero, e le do il giallo, ok. Non vedo l’azione (perchè ero coperto, perchè mi è sfuggita, ecc.), non era da giallo: il Var non interviene e l’hanno fatta franca; era da rosso: il VAR interviene al posto mio. Quello che voglio dire è che io posso solo leggere il regolamento com’è scritto in italiano, e tutto il mio intervento si basa sul quel verbo “revisionare”… se poi quel verbo è stato usato senza cognizione di causa allora non posso farci niente.
    Sulle due norme, “il VAR interviene in casi di espulsione diretta (evidentemente sfuggiti all’arbitro)” e “il VAR non può revisionare i cartellini gialli (perchè l’arbitro ha evidentemente così deciso avendo seguito l’azione), io non ho dubbi su come debbano essere interconnesse. Poi… ripeto, se usano il verbo “revisionare” alla cazzo di cane allora che facciano un po’ come cavolo gli pare e torniamo alla solita ambiguità per favorire chi serve quando si vuole.

    Detto questo. Il fallo di Vecino era da ammonizione e non da espulsione. Il fallo di Pjanic era da rosso diretto e non da giallo, ma il VAR non interviene, seguendo l’esempio di Orsato che non sanziona neanche con il giallo minimo sindacale. Ma entrambi gli episodi non sono chiari indizi di malafede nella quaterna arbitrale… nel ragionamento dello juventino. Avrà ragione?

  2. “Non vedo l’azione (perchè ero coperto, perchè mi è sfuggita, ecc.), ERA da giallo: il Var non interviene e l’hanno fatta franca”
    correzione

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